L’ecologia e la sostenibilità, un passo alla volta, stanno entrando sempre più a far parte del nostro mindset quotidiano, a partire dal fashion. Questa nuova modalità sta investendo progressivamente anche le scelte considerate «intoccabili» sino a qualche tempo fa, come quella dell’abito da sposa: una creazione da indossare esclusivamente nel memorabile giorno del sì, da custodire gelosamente nel proprio guardaroba per poi mostrarla alle generazioni a seguire anni dopo.

Patrick J. Adams e Troian Bellisario all’Amazon Studios Golden Globes after party. Foto Getty.

Nonostante (soprattutto in Italia) questa tradizione rimanga sacra, sono sempre di più le spose che scelgono di puntare tutto su un vestito da sfoggiare anche dopo le nozze. Così come sono sempre di più gli stilisti a proporre bridal look adatti (o da riadattare) anche ad altre occasioni, dal design elegantemente essenziale, da accessoriare e accostare creativamente con altri capi d’abbigliamento.

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Quindi, per coloro che rimpiangono di aver indossato l’abito bianco solo per una dozzina di ore, o chi deve ancora sceglierlo e vuole pensare già a come sfruttarlo ben oltre il matrimonio, ci sono diverse opzioni: alcune da considerare, altre da lasciar assolutamente perdere.

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I modelli classici e senza tempo
Come appena accennato, ci sono tantissimi brand che, in linea con una visione più sostenibile, anziché dedicarsi a creazioni spettacolari e pompose impossibili da re-indossare, preferiscono dare vita a delle mise sartoriali da sfoggiare ben al di là del grande giorno. Tra questi troviamo Roland Mouret, uno dei designer prediletti da Meghan Markle, che di recente ha lanciato una linea bridal che segue proprio questa filosofia.

La prima linea bridal (sostenibile) di Roland Mouret
La prima linea bridal (sostenibile) di Roland Mouret
La prima linea bridal (sostenibile) di Roland Mouret
La prima linea bridal (sostenibile) di Roland Mouret
La prima linea bridal (sostenibile) di Roland Mouret
La prima linea bridal (sostenibile) di Roland Mouret
La prima linea bridal (sostenibile) di Roland Mouret
La prima linea bridal (sostenibile) di Roland Mouret
La prima linea bridal (sostenibile) di Roland Mouret
La prima linea bridal (sostenibile) di Roland Mouret
La prima linea bridal (sostenibile) di Roland Mouret
La prima linea bridal (sostenibile) di Roland Mouret
La prima linea bridal (sostenibile) di Roland Mouret
La prima linea bridal (sostenibile) di Roland Mouret
La prima linea bridal (sostenibile) di Roland Mouret

I modelli con gonna e corpetto separati
Per dare una seconda vita al proprio abito da sposa, esiste anche la possibilità di «spezzare» il proprio look tra corpetto e gonna: in questo modo entrambi possono essere sfoggiati separatamente con degli abili mix & match: a darne prova, con grande successo, ci ha pensato recentemente l’attrice Troian Bellisario, apparsa alla cerimonia dei Golden Globe Awards 2020 con metà del suo abito da sposa firmato Cortana. La protagonista di Pretty Little Liars ha infatti abbinato la sua candida gonna con piccolo strascico a un top nude con incrocio sul petto, mentre durante le nozze con Patrick J. Adams aveva indossato un top in seta color avorio con scollo a cuore e maniche trasparenti.


Darci un taglio
Con alcuni modelli di abito da sposa, apportare delle modifiche sartoriali è possibile, sempre che si abbia il coraggio di modificare irrimediabilmente il proprio vestito. Ad esempio, se la gonna del bridal look non è eccessivamente svasata (assolutamente da evitare, in questo caso), e ancora meglio con un taglio a sirena, in cui l’abito è aderente almeno sino a sopra il ginocchio, l’abito può diventare magicamente uno splendido tubino o un cocktail dress, da accostare a un blazer chic o ad una giacca di pelle, per contrastare il romanticismo dell’insieme.

Cambiare colore
Questa, salvo casi eccezionali, è l’opzione da lasciar perdere. Dimenticate l’idea di tingere il vostro abito da sposa, perché la stragrande maggioranza dei tessuti adoperati, ovvero seta, pizzo, raso, chiffon e voile, non tollerano un cambio di colore: il risultato non solo potrebbe deludervi, ma anche rovinare il ricordo di un abito che, a questo punto, sarebbe stato meglio semplicemente conservare.

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