É passata circa una settimana da quando Giuseppe Conte ha annunciato le misure restrittive che stanno coinvolgendo tutta l’Italia – con la chiusura di negozi e locali, a eccezione degli esercizi commerciali per i beni essenziali e di prima necessità. Un periodo in cui i brand e le azienda della moda, dalla Cina all’Italia, si stanno attrezzando per reagire con più forza alla diffusione del virus e per rimodulare l’organizzazione del lavoro. Senza abbandonare una buona dose di speranza e ottimismo. 

La produzione (nonostante tutto) continua

Se da un lato i negozi chiudono anche nel resto del mondo (basti pensare al recente annuncio del gruppo Inditex, che ha deciso di serrare temporaneamente tutti i suoi 1500 store in Spagna, oltre che di optare per lo smartworking aziendale) e le sfilate continuano a essere cancellate – gli ultimi show Cruise a gettare la spugna, Max Mara e Alberta Ferretti – dall’altro il Coronavirus non ha interrotto del tutto il normale schema di produzione, sebbene siano state adottate misure di sicurezza pertinenti. Le pre-collezioni invernali, in consegna a maggio, continuano a essere prodotte in Lombardia, Veneto e Piemonte, oltre che nelle concerie dell’area toscana e campana. In questo momento i marchi di moda stanno lavorando su prototipi per il prossimo inverno e la messa a punto delle collezioni fatte e finite dovrebbe avvenire a fine aprile

In Italia

Tod’s e Fendi

Dopo una settimana spontanea di stop “per tutelare i lavoratori e le loro famiglie in questa fase di emergenza”, il Gruppo Tod’s si prepara a riaprire il 17 marzo gli stabilimenti produttivi. Fendi, dopo aver sanificato interamente il sito produttivo sangiorgese, ha riaperto ed è pienamente operativo, “nel rispetto delle regole e della sicurezza dei dipendenti“, come voluto da Conte.

Gucci

Gucci ha comunicato la sospensione dell’attività produttiva solo fino al prossimo 20 marzo: una misura precauzionale per salvaguardare la salute di dipendenti e clienti. Una pausa temporanea, che “non impatterà in alcun modo sulla fornitura” assicurano. E che va di pari passo con le altre disposizioni attuate dal brand di Kering fin dal principio dell’esplosione dell’epidemia: dalla “4-days working week” (la settimana lavorativa accorciata dal lunedì al giovedì) all’adozione di modalità flessibili in azienda. “Seguiamo con attenzione l’evolvere della situazione per introdurre eventuali nuove misure, ove necessario. Siamo fiduciosi che questo momento di sospensione temporanea possa consentire a tutti di ritornare presto alla normalità. Siamo vicini alle persone e ai Paesi coinvolti in questi momenti difficili“.

Il Made in Italy contro il virus

Unic

Se c’è un settore colpito in questo momento dal Coronavirus, è quello del Made in Italy. E proprio dai produttori di pelletteria e dalle concerie italiane arriva un messaggio di ottimismo. #italianleatherneverstops: questo il claim che aziende hanno diffuso, facendo giocoforza. Unite contro l’epidemia: “è certamente una situazione difficile quella che stiamo vivendo, ma le aziende conciarie italiane, come Unic-Concerie Italiane, sono onorate di continuare le loro attività con rinnovata forza, coraggio e consapevolezza” ha dichiarato Gianni Russo, presidente di Unic.

Assopellettieri

Anche il presidente di Assopellettieri Franco Gabbrielli ha voluto dire la sua: “questa condizione ci sta costringendo a ripensare il nostro modo di vivere, lavorare, socializzare; ma è proprio in tempi di crisi che testardaggine, genialità, solidarietà, capacità di adattamento, ricerca di nuove soluzioni, il tutto accompagnato da un grande senso di responsabilità, una responsabilità richiesta dal governo italiano, escono allo scoperto“. La speranza è quella di tornare presto alla normalità, ma intanto l’unione fa la forza: “fin dall’inizio Assopellettieri ha fornito un servizio di ‘help desk’ a tutte le aziende associate con l’obiettivo di supportarle nel prendere decisioni difficili in merito alla gestione del ciclo produttivo, dei lavoratori e della finanza aziendale“.

Mantero e Ratti

La via della sinergia è stata scelta anche da Mantero e Ratti, leader nel settore dei tessuti Made in Italy, che per affrontare l’emergenza covid-19 hanno scelto di collaborare in sinergia per mantenere attiva la produzione della filiera e continuare a garantire la qualità del servizio verso i clienti.

La produzione riprende in Cina

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